Cosimo Giovanni Latella

Fotografia Cosimo Latella

Cosimo Giovanni Latella (1967) è padre di tre figli e operatore olistico, erborista, naturopata, maestro riflessologo e molto altro ancora. Naturopata Heilpraktiker professionista, opera nel campo della naturopatia da oltre vent’anni. Dal 2016 insegna Erboristeria, Iridologia e Nutrizione ortomolecolare presso la Scuola di Naturopatia del Centro di discipline bionaturali di Messina. Dal 2017 è direttore della Libera Università di Naturopatia e Armonizzazione delle Emozioni di Messina.
Un cambiamento molto doloroso nella sua vita gli ha fatto conoscere luoghi del suo cuore fino ad allora inesplorati e inaccessibili, diventati una risorsa e fonte di ispirazione e che hanno generato in pochi anni numerose poesie, aforismi e romanzi.


Copertina Pinocchio Returns

Pinocchio Returns. Le nuove avventure di Pinocchio di Cosimo Latella

Capitolo primo

Che bravo ragazzo era diventato Pinocchio! Da emblema della ribellione, sinonimo di guai e bischerate, era ora modello ed esempio per ogni figlio. Tutto sembrava volgere per il meglio a Tescia, il suo paese: la mattina a scuola, il pomeriggio nella bottega di Geppetto ad aiutare l’anziano babbo a lavorar il legno; a volte la vita scorre come il binario di un treno, troppo scontata, troppo perfetta, senza possibilità di errori e di stravolgimenti, sempre nello stesso senso. Pinocchio rasentando la perfezione era diventato vittima della routine, non poteva immaginare la rivoluzione che la sua vita avrebbe conosciuto da lì a pochi giorni.

Geppetto un poco si annoiava di questa nuova versione di Pinocchio: pensieri zero, preoccupazioni zero; il bravo figliolo non lo faceva più quasi alitare, come a volergli risparmiare qualsiasi sforzo. Ogni pagella ormai era talmente scontata che non prevedeva numeri inferiori a otto e il pomeriggio il ragazzo lavorava in giro per Tescia e dintorni perché il cibo a casa non dovesse mancare.

Insomma Pinocchio si stava proprio riscattando, fino a quando un dì come un improvviso terremoto apparve nella sua vita – e in quella dei nostri protagonisti – il perfido Tremegondo.

Se c’è la luce deve esserci il buio; se c’è la felicità deve esserci la tristezza; se c’è il bene deve esserci il male, almeno questa è la prassi da quando l’uomo domina l’uomo a suo danno. Se c’è Turchina quindi ci deve essere un Tremegondo, il suo opposto, il nemico. Apparentemente quest’essere malefico spuntò dal nulla in Toscana; sorse un grande regno, un nobile casato di cui mai si era sentito parlare prima e Tremegondo ne era il sovrano. Mai fino ad allora si era udito di questo potente signore, che amava circondarsi di un esercito di pretoriani noti come gli Ingufati, uomini con la testa di gufo vestiti di nero come il loro cuore e con un enorme mantello che li avvolgeva.

Cosimo Giovanni Latella


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