Baggianate libro

Elio Caruso

Elio Caruso

Elio Caruso (1947). Sono nato nel profondo Sud, cresciuto a Roma e finito poi a Modena. Una spiacevole casualità mi ha spinto a scrivere, e dopo La vita che verrà (2019) e Gli angeli custodi esistono (e io ne ho le prove) (2021) eccomi già al terzo libro.

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Baggianate copertina

Baggianate di Elio Caruso

Un libro a casaccio

Era il titolo provvisorio (ora non più) di un libro del quale, mentre scrivevo, non sapevo ancora nulla. Nelle precedenti due esperienze di pubblicazione il titolo era nato per primo e ciò mi sembrava una garanzia che qualcosa avrei scritto. Rispetto a questo, francamente, avevo le idee molto confuse, ma in fondo qualcosa è emerso.

Mi piacerebbe raccogliere ciò che ho scritto in passato, non disperderlo. Passato? Mah, forse c’entra il futuro e la maledetta voglia di lasciare una piccola impronta che dia l’illusione dell’immortalità! ‘Immortalità’ non nel senso letterale, non sono così cretino, ma in senso relativo; essere ricordato dai nipoti, dai pronipoti e, chissà!, anche dai pro-pronipoti che mai conoscerò (i pronipoti per fortuna li conosco!). Non sarebbe poco.

Il problema principale è in effetti un altro: a chi potrebbe interessare un libro così? E, soprattutto, a quanti? A nessuno, a molti? Difficile dirlo. Ma in fondo non me ne frega più di tanto: scrivo perché mi piace e ed è l’unica cosa che conta.

Ma un’altra cosa fa rientrare di diritto questa pubblicazione nella categoria delle “baggianate”: l’assoluta casualità degli argomenti trattati. Per darmi un’aria da innovatore potrei spacciarlo per un esperimento letterario che farebbe di me il precursore di un genere di cui si parlerà nei secoli a venire… O un perfetto idiota.

Fatta la prima doverosa premessa, nasce la seconda. Come raccolgo i miei ricordi? Certo, molto è pubblicato su Facebook, ma non basta e non mi fa stare tranquillo. Comunque, alla fine ci sono riuscito e per uno che, tecnologicamente parlando, è rimasto al mangiadischi che ascoltavo nelle caverne, vi assicuro che non è stato semplice.

Ora mi sovviene che manca una domanda, forse banale: dove leggere questo libro? Quando ci si accinge alla lettura di un qualsivoglia romanzo, da Guerra e pace a Fantozzi contro tutti, la cosa importante è approcciarsi con un certo stato d’animo, creando un’atmosfera che predisponga alla lettura e che impedisca di finire una pagina e accorgersi di non ricordarne nulla. Insomma, un minimo di concentrazione. Ma ricordate, si tratta di un “libro a casaccio” e questa caratteristica ci solleva da un mucchio di problemi. Intanto potete cominciare a leggerlo da dove diavolo vi pare, saltare a piè pari parti che non vi interessano e, soprattutto, potrete sfruttare tempi e posti impensabili per una seria fruizione. Potete per esempio utilizzare la spiaggia e interrompere la lettura in qualsiasi momento, visto che il cambiamento climatico causato dalla mia macchina a benzina vi costringerà ad alzarvi dalla sdraio almeno ogni tre minuti per tuffarvi come una sirenetta fra i freschi gorghi. Oppure sfogliarlo in macchina qualora il semaforo rosso vi impedisse un cammino scorrevole; oppure al bar mentre, in prossimità del bancone, aspettate il caffè corretto o il cappuccino e, qualora le finanze ve lo consentano, anche un paio di cornetti. In qualsiasi sala d’aspetto, non escluso il Pronto soccorso (in questo caso i tempi biblici di attesa giocano a vostro favore). Infine – libidine massima! – in un posto “innominabile” dove il risultato sarebbe addirittura duplice: istruttivo e… (ri)lassativo. Scommetto, o infingardi lettori, che è il primo posto che vi è saltato in mente!

Elio Caruso


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