Frei Vittorio Infantino

Fotografia Frei Vittorio Infantino

Frei Vittorio Infantino (Tricarico, 1938) dopo gli studi presso i Francescani di Assisi e i corsi di teologia a Roma, nel 1966 è sacerdote missionario in Brasile. Docente di antropologia teologica ed ecumenismo nel seminario della diocesi di São José dos Campos, nel 1986 ne diventa rettore. Caçapava, Ubatuba, Santo André, Jacareí sono le tappe di mezzo secolo di vita da sacerdote missionario, durante il quale ha affiancato alle opere di evangelizzazione l’edificazione di case per ritiri spirituali, un ospedale, due istituti per disabili e un ospizio per anziani. Ha pubblicato Dialogo con la Vita (Piovan Editore, 1988) e L’Avventura Umana di Dio (Nardini Editore, 2019). Attualmente risiede a Caçapava in un piccolo centro di spiritualità.

Frei Vittorio Infantino nasceu em Tricárico, Itália, no ano de 1938, nono filho de dez. Fez seus estudos em Assis, Itália, no Seminário dos Franciscanos Conventuais. Cursou e conseguiu a licenciatura em Teologia, no Colégio Seráfico, Roma.
Depois da ordenação sacerdotal, exerceu o seu ministério em Spinazzola, Itália, por dois anos.
No ano de 1966 veio para o Brasil e trabalhou na evangelização, acompanhada de obras sociais.
Foi mestre de noviços entre os franciscanos e, por três anos, reitor do Seminário de Filosofia na Diocese de São José dos Campos.
Ensinou Sociologia, Antropologia Teológica e Ecumenismo na Faculdade de Filosofia em Taubaté, São Paulo e São Luís do Maranhão.
Trabalhou em Caçapava, Ubatuba, Santo André e Jacareí, durante os 52 anos de vida no Brasil.
Construiu duas casas para retiros espirituais de leigos: Casa Kolbe, em Caçapava e Casa Emaús, em Ubatuba. Um asilo para idosos, em Ubatuba, um hospital em Jacareí e duas obras para crianças especiais, em Jacareí e Caçapava.
Agora vive em Caçapava, auxiliando na Casa Conviver. Também dirige um pequeno centro de espiritualidade, onde se recolhe para rezar.


Copertina Infantino Vangelo di Paolo

Vangelo di Paolo di Frei Vittorio Infantino

Cristo si rivela a Paolo di Tarso

Perché un altro libro su Paolo di Tarso? Non sono scrittore, cerco solo la verità nella rivelazione di Gesù, il falegname, a Paolo di Tarso. La finalità del mio testo è riscoprire la verità rivelata a Paolo nella persona di Gesù.

Scopriremo il segreto del successo dell’annuncio di Paolo, dettato dalla forza che trasmetteva. Seguiremo le tracce di quel messaggio per giungere alla sua fonte.

Ci chiederemo perché Paolo si è rivolto ai pagani, quando sarebbe stato più facile annunciare Cristo ai Giudei, che già attendevano da millenni. A dire il vero, egli si rivolse prima ai Giudei ma visto rifiutato il suo messaggio, cercò i pagani, da lui chiamati gentili. Non fu una sua scelta. Lo Spirito Santo aveva detto: «Separate Paolo e Barnaba!» dopo che Dio lo aveva preparato con le sue rivelazioni.

Agli apostoli Gesù non aveva ancora fatto conoscere la sua identità, anche se aveva già affermato: «Io sono la via, la verità, la vita; quando sarò innalzato sulla croce attirerò tutti a me». Dunque gli apostoli potevano solo annunciare che Gesù era il Messia promesso nelle Scritture: per i Giudei poteva bastare ma per i pagani era differente. Essi ignoravano le Scritture e i profeti, per questo Gesù rivelò a Paolo come Lui prima di tutto è Dio ma anche come Dio per mezzo di Lui entra in comunione con ogni essere umano. Era una salvezza che gli idoli dei pagani non potevano realizzare.

Un altro motivo che mi ha spinto a scrivere è la voglia di contrastare l’assurda teoria secondo la quale il cristianesimo si è diffuso dopo che Paolo scrisse le sue lettere: è un falso.


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