Lino Mastromarino

Lino Mastromarino

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Lino Mastromarino

Lino Mastromarino (1955). Esperto di organizzazione e strategia aziendale, ha scritto numerosi articoli e il saggio Italia  è tempo di ripartire (Il Sole24ore, 2015). è anche autore di narrativa con i due thriller Il cancello sul lago (Stamp, 2018) e Le décolleté nere (Thedotcompany, 2020).

L'enigma delle bionde - Copertina

L’enigma delle bionde di Lino Mastromarino

Capitolo uno

La stanza era avvolta in una cupa penombra. Era in piedi davanti al tavolo sul quale erano allineate dieci teste portaparrucche in legno lucido. Solo le prime tre, partendo dalla sinistra, accoglievano delle fluenti chiome bionde; le altre sembravano attendere composte e luccicanti – nonostante il tenue chiarore di quella luce volutamente diffusa – di adempiere al lavoro per il quale erano state create.
Allungò la mano verso la prima e ne prese tra le dita una ciocca. La tenne delicatamente per qualche secondo come si fa quando si vuol valutare la consistenza di una stoffa pregiata; poi si chinò leggermente, l’avvicinò al viso e con gli occhi chiusi cercò di assaporarne l’odore.
Prese per il collo quel manichino e si diresse verso la stanza attigua. Dalla porta socchiusa filtrava una luce, anch’essa cupa; l’aprì del tutto ed entrò.
«Ciao Chicca, sei contenta di vedermi? Guarda cosa ti ho portato! Con questa sono sicuro che starai molto meglio».
Si avvicinò al lettino a una piazza che campeggiava giusto al centro della stanza e le posò delicatamente il macabro trofeo sulla testa. Un rivolo di sangue raggrumato rimasto attaccato al cuoio capelluto le sporcò una guancia. Lui si affrettò a estrarre il fazzoletto dalla tasca destra dei pantaloni e provvide, con estrema attenzione, a rimuovere quella macchia rosso scuro.
«Ecco qua! Sei veramente bellissima. No, non devi ringraziarmi. Tu sei la mia adorata, sei tutta la mia vita. Aspetta che ti passo lo specchio così potrai ammirarti». Lo afferrò dal comodino accanto al letto e glielo posizionò davanti al viso. «Cosa ne pensi? Sei una meraviglia! Certo che sì. Ci penserà il tuo Chicco a far in modo che i tuoi meravigliosi capelli biondi rimangano sempre freschi e lucenti. Adesso riposa un po’, io devo lavorare. No, non farò tardi. Buonanotte».
Accostò la porta e tornò nella stanza accanto verso la scrivania posta di fronte al tavolo con le teste di manichino. Si sedette, davanti a sé aveva un sofisticato apparecchio e un grande monitor; i dieci quadranti in cui era diviso lo schermo mostravano ogni possibile angolo dell’intero edificio considerato da lui sensibile, in particolare le due stanze che nascondevano il suo segreto. Lo accese e dalle casse acustiche circolari incassate nel soffitto si levò la melodia di una musica new age. Le note e le parole in sanscrito di The child in us degli Enigma risuonarono dolcemente nelle due stanze; tanto le pareti erano state accuratamente insonorizzate: nessuno poteva sentire, se non lui e la sua Chicca.
Aprì il cassetto della scrivania, estrasse un paio di guanti in lattice e l’indossò. Poi dal medesimo posto prese una busta gialla – una di quelle foderate all’interno con la plastica pluriball – e un fazzolettino bianco da borsetta, che dispiegò. Nell’angolo in basso a destra erano state ricamate due lettere: AS, probabilmente delle iniziali. Dal medesimo cassetto prelevò una boccetta di acqua di colonia della Parfum; l’aprì, prese una di quelle striscioline di carta speciale che i negozi di cosmetica usano per sottoporre le essenze profumate ai clienti e la imbevve ben bene. Poi la dispose al centro del fazzolettino, che ripiegò seguendo attentamente i solchi della stiratura. Prima di riporlo accuratamente nella busta lo avvicinò al viso per verificare che l’operazione avesse sortito l’effetto voluto. Sigillò la busta con del nastro adesivo trasparente e la poggiò sul tavolo.
Stette lì qualche secondo a fissarla prima di prendere da un altro cassetto della scrivania un normografo per lettere grandi e un pennarello nero con punta media. Con calma e attenzione su un lato della busta scrisse in maiuscolo:


MARESCIALLO PARENTI
COMANDO STAZIONE CARABINIERI
BORGO SAN SECONDO


Terminata l’operazione, guardò con soddisfazione e ammirazione il risultato del suo lavoro: si era meritato una buona dormita.
L’indomani mattina avrebbe spedito la busta e si sarebbe dato da fare per portare nuovi capelli biondi alla sua Chicca.

Lino Mastromarino


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