Biografia Serena Brucculeri

Serena Brucculeri

Serena Brucculeri, nata a Mantova, lavora come insegnante alla scuola primaria. È sposata, ha due figli maschi e un gatto persiano dal pelo arancione, maschio pure lui. È lettrice compulsiva di romanzi rosa e, come ogni donna, fa i salti mortali per cercare di conciliare famiglia e lavoro. Ha pubblicato nel 2017 Alla ricerca di te. Oltre il sentiero del cuore, questo è il suo secondo romanzo.

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Copertina Sotto un cielo pieno di stelle

Sotto un cielo pieno di stelle di Serena Brucculeri

Capitolo primo

Manhattan, che luogo affascinante! Quest’isola si estende per ottantasette chilometri quadrati, ed è circondata da fiumi e da diversi piccoli atolli adiacenti che la rendono un luogo ancora più attraente. Comprende più di un milione e mezzo di anime, che ogni giorno si svegliano e dopo il caffè iniziano a svolgere le loro attività frenetiche e talmente impegnative che non si accorgono che è già sera. Anche se l’intera New York è abitata all’incirca da otto milioni di persone, quelle concentrate a Manhattan vivono nella parte più famosa e importante della città, e molte di queste persone, al mattino, prima di recarsi al lavoro puntano la sveglia, indossano tuta e scarpe da ginnastica e partono da casa per correre nei lunghi sentieri di Central Park. Questo è sicuramente il più grande parco nel distretto di Manhattan, situato proprio nella Uptown, in mezzo ai due quartieri residenziali, Upper West Side e Upper East Side, a poche centinaia di metri dal lussuoso appartamento di Phil.

Per lui Central Park, come per la maggior parte degli abitanti di New York, è una vera e propria oasi: “il polmone verde di New York” come viene soprannominato. All’interno si trovano due laghi artificiali, due piste di pattinaggio su ghiaccio, parchi giochi per bambini. Ciclisti, corridori, pattinatori a rotelle, transitano tutti in mezzo a quel verde, soprattutto quando nel fine settimana è vietato il passaggio delle auto.

Phil ama correre ogni mattina, mentre il cielo albeggia e tutto intorno si risveglia. Per lui è un modo per rigenerare il suo corpo, e non vorrebbe ne riuscirebbe a farne a meno, perché lo prepara ad affrontare al meglio una nuova giornata. Percorre chilometri, il sudore gli imperla la fronte, le spalle, il petto. Controlla l’ora sul telefono ma appena lo afferra squilla, richiamandolo all’ordine. Dà uno sguardo allo schermo: è sua madre.

Se n’ era proprio scordato! Questa sera gli spetterà la solita cena mensile a casa dei genitori, dove gli toccherà sorbirsi i discorsi del padre sull’ultima acquisizione di clienti che ha decretato un ulteriore punteggio alla sua azienda già così tanto quotata in borsa. Per quanto riguarda sua madre, la donna si lancerà in un monologo il cui tema principale sarà il figlio e la sua sistemazione per la vita. Piuttosto che partecipare a quel momento conviviale Phil farebbe qualsiasi cosa; d’altronde non gli è concesso rinunciarvi o non presentarsi. La madre gli rinfaccia spesso che razza di figlio sia, per niente devoto e affettuoso, tutto dedito al lavoro e alle donne nel tempo libero. Questo potrebbe anche andare bene, se non fosse che nessuna di quelle ragazze le è mai stata presentata in qualità di futura nuora. La donna è convinta che il motivo è che il povero Phil non ha ancora incontrato la donna giusta, perciò si è impegnata a risolvere il problema in prima persona, cercando di accasarlo e annoverandosi il diritto di effettuare una selezione in prima persona, al posto del diretto interessato. Ultimamente si è incaponita con una certa Mary, che sta facendo praticantato come avvocato presso lo studio di suo padre. Fresca di laurea, sebbene fuori corso, è l’orgoglio dei suoi genitori e a quanto pare anche della madre di Phil, Rebecca, che non vede l’ora di vederli sull’altare.

Phil non rallenta il passo per rispondere, semplicemente accetta la chiamata e parla con gli auricolari.

 «Pronto, mamma?» chiede con un sospiro volto a celare uno stato d’animo leggermente irritato.

«Phil? Quando pensavi di richiamare?!»

«Non sapevo che avrei dovuto richiamare…. riguardo a cosa, poi?»

«Non essere sempre scocciato quando ti parlo…. ti aspettiamo stasera a cena, ricordi?»

«Certo, come potrei dimenticarmene!»

«Dove sei? Hai il fiatone…. mai una volta che riesca a parlare con te al telefono per più di due minuti!»

«Mamma, non c’è niente da dire in realtà…. e sì, mi ricordo della cena, come potrebbe essere il contrario?!»

Il tono della voce oscilla tra l’arrogante e il risentito. Fatto sta che quando sente sua madre succede sempre che gli sale il sangue al cervello e un certo sentore di bile gli raggiunge la lingua.

«Phil, senti, riguardo a questa sera…»

«No mamma, ascoltami. Non vedo come tu a quest’ora del mattino abbia voglia di intavolare una qualsiasi discussione».

 Phil attraversa il viale che costeggia il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir e scorge sopraggiungere dalla parte opposta una bella e giovane mamma che spinge il passeggino correndo. Lei lo saluta ammiccando più del dovuto e lui le risponde divertito con un cenno. Scuote la testa. Quel piacevole intermezzo lo ha distolto dagli sproloqui della madre, appena in tempo. Se la donna non avesse avuto quelle quattro ruote al seguito, sarebbe tornato certamente sui suoi passi per seguirla e finire la corsa insieme, magari con una bella doccia sul finale, nel suo appartamento.

«Hai capito? Questa sera ti voglio al massimo della cordialità, ci sarà Mary con noi…».

Serena Brucculeri