Pandoremia 2021

Pandoremia 2021

Avremmo preferito una pandoremia: la diffusione globale della passione per il pandoro. Ma non è andata così purtroppo. Non cercavamo novità, sarebbe bastato il Natale quello solito, quando la tradizione coincide e si sovrappone alle aspettative. E invece, lo vediamo tutti quanti, in quest’edizione delle Feste di Natale mancano viaggi e feste in piazza. Soprattutto è mancato per molti il lavoro, sono mancati i famigliari a pranzo e in troppi – destino maledetto e capitalismo infame – sono mancati al mondo.

Un Natale compensato e inoculato di restrizioni, con abbracci scomposti in stanze areate e auguri metabolizzati al telefono. Chi è stato fortunato e ha potuto rivivere oggi – in qualche forma – gli scampoli dei Natali precedenti ha riassaggiato il sapore degli affetti più cari accanto a sé, un riferimento che non si vorrebbe perdere per nulla al mondo.

Non a un virus ma a noi stessi imputeremo la perdita o l’edificazione dei valori con cui progettare i nuovi anni. Serviranno le vecchie e le nuove idee. FdBooks nel 2021 ha pubblicato meno titoli dell’anno precedente, non è stato facile nemmeno per noi anche se la ripresa negli ultimi mesi è stata evidente e assai confortante.

  • Abbiamo cercato di mostrare che sarà necessario ricordare la storia da cui proveniamo (le famiglie, le città, le tradizioni) con memoir autobiografici e di finzione.
  • Abbiamo trattato il tema delle restrizioni in tempi non eccezionali immaginando le carceri sia in un’isola nell’oceano che descrivendo quelle italiane a Castelvetrano.
  • Sempre con approccio saggistico o di finzione abbiamo parlato di spiritualità e di religione.
  • Non sono mancate, e non mancheranno, sempreverdi descrizioni dell’amore.

Ogni pubblicazione è la proposta al pubblico di un punto di vista su una realtà che esiste o che potrebbe esistere. Leggere è l’arma più potente per diventare grandi. Selezionare le letture e dar forma al proprio spirito critico è la rivoluzione di cui abbiamo bisogno.

Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù

Wislawa Szymborska, Due punti, ed. Adelphi 2007

Abbiamo dato tanti consigli di lettura, continueremo a suggerire nuove e diverse riviste letterarie da seguire e commentare. Da quest’anno siamo fra i pochi in Italia a poter disporre di edizioni con copertina rigida autopubblicate e disponibili in tutto il mondo.

Grazie per chi ha contribuito a che FdBooks diventasse ciò che è oggi, a chi ci ha creduto, chi ci ha distribuito, promosso e condotto nelle librerie, nelle fiere, nelle case dei nostri lettori, che sono oggi più di sedicimila (!!).

Passate le migliori Festività,
vogliamoci bene che son tempi difficili.
Tanti auguri per un anno migliore,
di crescita personale
e che porti una società più equa.

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Aprire il cuore, come la rosa

“Il 25 aprile avevano chontinuato a mitragliare quazi tutta la giornata per schoccare via quei tedeschi dalla nostra italia e gliamericani nel giorno precizo del 25 aprile 1945 avevano liberato litaglia dallo stranniero che sarebbero i tedeschi”.

Casa Museo Pietro Ghizzardi

La sanzione sociale, prima delle leggi dello Stato, ci costringe a casa. A domicilio coatto per non essere considerati untori, stimiamo sia la scelta migliore. Hanno sfacciata ragione i Wu Ming, le mascherine sono teatro d’emergenza e aver negato i funerali a chi purtroppo ci ha lasciato una tragedia insostenibile e insensata. A proposito una minima menzione del cordoglio che ho provato per la perdita di (almeno) due artisti di valore:  «Lucho, scrittore e guerrigliero» e Mirko dei Camillas; hanno mostrato che la guerra da combattere c’era prima e ci sarà dopo il virus, e si vince con le idee. Difatti non moriranno mai.

Perché – a differenza di quanto accade proprio ora in Libia – non sperimentiamo una guerra. Il lessico polemico è una derivazione politica, una trappola secondo Solidoro, e nello Stato d’emergenza ogni critica è rinviata al tempo futuro (molto interessante la discussione organizzata da Argo su questo tema: POETI! Per favore dialogate fra di voi e sarete un bene comune).

Ho assistito all’indegno macello degli operai lombardi, igienizzati con il Vetril per volere del padrone, infettati con deroga assieme alle proprie famiglie. A che vale chiudersi in casa o non andare a messa se metà delle aziende non hanno mai smesso di ammassare operai? Se un lavoratore su due non si è mai fermato? Verremo poi tracciati come le carni che compriamo al supermercato.  Evgeny Morozov ci ricorda che le app di tracciamento sono: «infrastrutture di consumo individualizzato, non di solidarietà e assistenza reciproca».

Eppure avremmo bisogno di distanza sociale, non di #stareacasa. La narrazione istituzionale e delle grandi aziende è sciapa, falsa e mortificante come una poesia di Guido Catalano. Oscilliamo nella tensione del dilemma reso esplicito da Giorgio Agamben e Tiziano Scarpa e finalmente ci chiediamo, ogni giorno, cosa sia la civiltà. Il dibattito sul valore simbolico dell’apertura delle librerie è pretestuoso per un Paese con pochissimi lettori, questo è evidente a tutti; la crisi del sistema editoriale precede la pandemia e si nutre del vizio descritto molto bene da Emanuele Giammarco di minima&moralia: fare debiti per pagare debiti. Un po’ come il dibattito sul MES in effetti.

Un breve avviso al singolo: viviamo la stessa situazione, ma ognuno in condizioni diverse. Sinceramente credo sia frustrante cercare empatia fra di noi; proviamo invece a condividere i progetti futuri anziché le ansie del presente.

Una rapida considerazione sull’istruzione pubblica, fondamento di ogni lettura. Un articolo di Sorella ricorda che la didattica a distanza non ha raggiunto tutti gli studenti e per il futuro si prospetta una scarna educazione di base da implementare individualmente ognuno secondo le proprie risorse. Denuncio questa frattura culturale, sia sociale che esistenziale!

Vi porteremo i libri a casa e il teatro al supermercato, saremo resilienti, combatteremo ci impegneremo ogni giorno per costruire il domani. Servirà però uno sforzo comune, che da soli non si va da nessuna parte. E serviranno i germogli del prossimo futuro, ma soprattutto la capacità di stupirsi e di aprire il cuore, come fa la rosa:

 […] e avevo visto tutto inun momento avevo visto intorno a unolmo la cima di unérba che era proprio piantata di nassione proprio dalla nostra terra io quando chosi il mio cuore si era aperto chome una roza dal deziderio di vedere schopperta la nostra terra.

Pietro Ghizzardi, Mi richordo anchora (Quodlibet, 2016)
Invito ad assistere a questo videoprogetto, coordinato da Lello Voce e curato benissimo.

In evidenza

Successo di vendite per “Marocco” di De Amicis

Alcuni libri nascono per pura passione. Erano i primi passi per FdBooks quando decisi di pubblicare Marocco di Edmondo De Amicis. Fu un lavoro complesso, difficilmente sarei stato ricompensato del mio sforzo. Ma non era per denaro che facevo riemergere il viaggio in Marocco di De Amicis. Oggi sono passati cinque anni e questa edizione festeggia un buon traguardo di vendite, che francamente non mi attendevo. Sono eventi che danno senso a tante ore di lavoro e, niente, volevo condividerlo con voi 😙😙🤓

Questo è il libro che ha consentito a molte generazioni di lettori italiani di conoscere i paesaggi dell’Africa, le carovane nel deserto, l’Islam e i guerrieri berberi a cavallo. De Amicis tratteggia nel suo viaggio in Marocco l’identità dell’Italia postunitaria descrivendo curioso gli usi e costumi esotici di Tangeri, Fès, Meknes, Marrakech, il grande fiume Sebou etc.


Novità editoriali

aprile 2020

Virgilio, mercante del legno sapiosessuale, rievoca la storia d’amore con Ornella, architetto in crisi.
Affrontando con passione temi filosofici e utilizzando il linguaggio come gioco, suggerisce al lettore l’importanza di cogliere i doni che la vita offre e la bellezza di abbandonarsi all’emozione di un momento rendendolo infinito all’interno dei suoi stessi confini.
Una scrittura che si proietta oltre le comode metafore e denuncia anzitutto se stessa.


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Il farmaco culturale

Solo poche parole. Mentre uno spettro si aggira per l’Europa, il morbo della diffidenza rischia di affettare le nostre case. Abbiamo a cuore la salute delle fabbriche, i commerci, il lavoro anzitutto. Certo, la salute prima ancora, anche se la questione ILVA insegna che non esiste una chiara prevalenza fra lavoro salute.

Nel frattempo un pericoloso ceppo di intolleranza attecchisce su una coltura già fertile di razzismo e xenofobia. Non abbiamo più accesso alle scuole, ai teatri, ai concerti, alle presentazioni di libri, ai presidi culturali delle nostre città, in tutta Europa. A malapena abbiamo accesso alla mano del nostro vicino.

Già sbatte sui nostri scogli l’eco di popolazioni lontane che scappano dalle guerre, dalle carestie, dalle malattie e cercano soccorso presso i nostri lidi. Provengono dalle regioni povere del mondo, cercano dignità.

Ecco, senza alcun farmaco culturale che sappia proteggerci dalle recrudescenze degli odi del secolo scorso non saremo immunizzati dall’intolleranza e dal pregiudizio. Eppure ne avremo tanto bisogno, ci serve già ora. Il farmaco culturale permette di percepire i punti di vista degli altri, ci consente di crescere personalmente e socialmente. Abbiamo assoluta urgenza di tornare a confrontarci, di aggregarci nelle piazze e nei teatri.

Certo prima la salute, prima il lavoro, così potremo sopravvivere. Ma è l’esercizio culturale che ci consentirà di vivere pienamente e di convivere e affrontare ogni nuova sfida senza timore, con curiosità e audacia. Assieme.

P.S.
Questa newsletter prevede una rubrica fissa di eventi culturali. Significativamente, non ci sarà alcun evento certo nel mese di marzo.

FdBooks

Perché pubblichiamo libri gratis

Il catalogo di FdBooks è composto da classici della letteratura e opere di autori esordienti: i classici sono offerti a un prezzo di copertina davvero molto basso; gli autori esordienti sono pubblicati con l’offerta editoriale Auto da fé, del tutto gratuita. Di cosa si tratta? Magnanimità? Eccesso di generosità? Ecco, in questo post cercheremo di fare un po’ di chiarezza

Novità editoriali

FEbbraio 2020

C. Sarzi Amadè, "La Mericana"

Un secolo di storia, un secolo di vita vissuta da Ginevra, nata negli Stati Uniti da emigranti veneti tornati in Italia a Mantova negli anni Venti. La grande emigrazione, la famiglia patriarcale e la tragica Seconda guerra mondiale. Ma anche la vita nei campi, scandita dal ritmo delle stagioni e dalle tradizioni contadine.
L’Autrice, con lo sguardo della bimba di allora, ci offre il ricordo di un passato, un’identità, che ancora ci appartiene pienamente.


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Il futuro che meritiamo

Leggi il rapporto dell’Aie sullo Stato dell’editoria in Italia.
Poiché gennaio è tempo di bilanci, il mese scorso si è discusso molto di stato dell’editoria italiana. Non l’avevate notato?! Sì, in effetti è successo anche altro, per esempio stava per scoppiare un conflitto internazionale, ancora oggi affatto scongiurato. Un conflitto ulteriore è invece intestino e lo abbiamo respirato alle recenti elezioni. Editoria e guerra: non si tratta di argomenti distinti. In cauda, il coronavirus.

Non risolveremo la questione cardinale della primavera, né quella della pace, se non saremo in grado di affinare gli strumenti con i quali interpretiamo la realtà. Il libro è l’arma più potente e si affianca ad altre forme d’istruzione di massa tradizionali, come scuola e famiglia, e di nuova concezione come Internet e i social.

In Italia abbiamo difficoltà a comprendere un testo scritto, dedichiamo alla lettura di un libro sempre meno tempo e assistiamo alla chiusura quotidiana di edicole e librerie. Il livello stesso della discussione politica è figlio di un pensiero critico imbolsito e arido di creatività. Ma così enunciato, il discorso è troppo semplicistico. Cosa dovremmo attenderci da un settore in regime di monopolio, in cui spesso è il distributore a scegliere quali prodotti vendere, in cui un libro dura due-tre mesi e poi viene gettato alle fiamme del macero?

Le buone notizie.
– Eppure sono ancora molti i piccoli editori preziosi in grado di offrire letture di qualità, anche se con basse tirature.
– Le librerie che si sono attrezzate per cercare un nuovo dialogo con i lettori stanno superando la crisi attuale; d’altra parte prima di Amazon erano gli unici presidi per la vendita di libri, ora sono costretti a creare nuovi strumenti di inclusione.
– Internet ha favorito la diffusione della poesia, un genere difficilissimo da vendere, che però trova nella sintesi di post e brevi citazioni uno strumento di promozione fortissimo (accade nel mondo con Tyler Knott Gregson o Rupi Kaur, purtroppo da noi primeggiano poeti come Guido Catalano o Gio Evan; seguite invece Poetarum Silva, per esempio).
– I social oggi veicolano molte più vendite delle tradizionali recensioni, pubblicità e dei consigli del libraio; questo significa un prezioso ed economico strumento per ogni autore, soprattutto esordiente. FdBooks per esempio mette gratuitamente a disposizione dell’Autore una pagina Facebook.
Simonetta Fiori su «Repubblica» ricorda che 1 italiano su 3 è un ladro di libri: tra i primi gli studenti e i liberi professionisti. Se tale attitudine non fa bene al sistema editoriale, denuncia comunque una certa avidità di lettura, che contiamo si risolva in modo più fruttuoso. 

Credo insomma che il futuro che ci meritiamo sia nelle nostre mani.

I più piccoli apprendono l’abitudine a leggere soprattutto in famiglia, prima che a scuola. Insegnate in casa le buone pratiche, allevate lettori curiosi.

FdB

Promozione

5 consigli per promuovere il tuo libro

Ci sono alcuni strumenti che un Autore può utilizzare per promuovere la propria opera, senza spendere denaro, curando semplicemente la comunicazione su Facebook. Si tratta in primo luogo di individuare un messaggio. NE abbiamo parlato più ampiamente in questo post.

Eventi culturali

I boreali (27 febbraio – 1° marzo)

I Boreali è il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea, organizzato e ideato da Iperborea, che dal 2015 propone a Milano e in tutta Italia i grandi nomi e le personalità più originali della cultura nordica, dalla letteratura al cinema, dalla musica all’attualità, dando voce ai grandi temi del vivere contemporaneo e stimolando l’incontro tra diverse culture europee.

ARGO. Una rivista, un collettivo

Da più di vent’anni Argo rappresenta un punto di vista critico e originale sulla contemporaneità, espressa nelle varie forme artistiche. Vi invito a seguire gli articoli pubblicati e commentare se potete, interloquire con gli autori e altri lettori.
Potrete farlo utilmente a partire dalla pagina Facebook di Argo, oltre che dal sito.

Credo dovremmo ringraziare la rivista per la preziosa opera di divulgazione che sta conducendo in particolare su Corrado Costa, un autore di cui sentiamo la mancanza. Ecco la loro descrizione:


Per sondare in profondità le oscurità e le spigolosità del reale, Argo ha sempre giocato la carta del pensiero critico, dialettico, polifonico, saldato attraverso il montaggio di articoli, microsaggi, interviste, recensioni, poesie e racconti in una narrazione aperta.

Nato nel 2000 a Bologna, Argo è un collettivo formato da scrittori, critici, giornalisti, grafici e artisti. Strumenti di espressione del collettivo sono la rivista elettronica e le pubblicazioni sotto il marchio editoriale Argolibri. [continua].


Leggi gli ultimi articoli

  • di Filippo Sgrò
    Dal 3 all’11 dicembre 2022 alla Mole Vanvitelliana di Ancona prenderà vita la diciannovesima edizione del film fest Corto Dorico: […] The post Corto Dorico 2022 ⥀ Il film fest internazionale torna ad Ancona appeared first on ARGO.
  • di Chiara Portesine
    Pubblichiamo nella rubrica Iperrivista, sottraendolo allo z-universo (l’universo chiuso di Facebook, creato da Mark Zuckerberg), un recente post di Chiara […] The post Lo spazio delle donne ⥀ Sessualizzazione della giovane ricercatrice [Iperrivista] appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    Il 25 novembre 2022 va in scena al Teatro Careni di Pieve di Soligo lo spettacolo Haiku for a Season, nell’ambito […] The post Interpretare Zanzotto: Haiku for a Season ⥀ Presentazione di Stefano Dal Bianco appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    Al di sopra di un naufragio «Perdo/l’alfabeto/dalle dita,/dalla testa – /la lingua/si scioglie» Sabato 3 dicembre, ore 18:00 L’evento si […] The post Al di sopra di un naufragio. Il compleanno e altre opere, Florinda Fusco. Presentazione a Roma appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    Continua il viaggio nella Borgopoli marchigiana, raccontato in un’opera collettiva solarpunk. Il Conducente, il racconto che vi presentiamo oggi, è […] The post Borgopoli ⥀ Opera collettiva solarpunk #10 appeared first on ARGO.
  • di Giulio Giadrossi
    La rubrica Passaggi ospita oggi una prosa breve di Giulio Giadrossi. L’editoriale della rubrica può essere letto qui Illustrazione in […] The post Compiti di Giulio Giadrossi ⥀ Passaggi appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    ArgoWebTv è lieta di presentare il nuovo episodio (e la nuova stagione) de L’impero colpisce ancora?  Dai Gracchi a Silla: […] The post Dai Gracchi a Silla: Pugnali nel foro Pt.7 ⥀ L’impero colpisce ancora? Dialoghi con Giovanni Brizzi su Argowebtv appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    Marzia D’Amico, studiosa di poesia sperimentale verbivocovisiva, dialoga con la poetessa Giulia Niccolai in una poesia inedita, che presentiamo qui […] The post Carissima ⥀ Un dialogo con Giulia Niccolai appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    Niente di personale – Fabrizio Venerandi Venerdi 25 Novembre ore 18:00 Libreria Popolare Via A.Tadino, 18 20124 Milano Intervengono il […] The post Niente di personale – Fabrizio Venerandi. Presentazione a Milano appeared first on ARGO.
  • di Redazione
    Continua il viaggio nella Borgopoli marchigiana, raccontato in un’opera collettiva solarpunk. Vita di provincia immaginata, di cui presentiamo un estratto, […] The post Borgopoli ⥀ Opera collettiva solarpunk #9 appeared first on ARGO.

I boreali nordic festival

(27 febbraio – 1° marzo 2020)

I Boreali è il festival italiano dedicato alla cultura nordeuropea, organizzato e ideato da Iperborea, che dal 2015 propone a Milano e in tutta Italia i grandi nomi e le personalità più originali della cultura nordica, dalla letteratura al cinema, dalla musica all’attualità, dando voce ai grandi temi del vivere contemporaneo e stimolando l’incontro tra diverse culture europee.


Giunto alla sesta edizione, il festival ha proposto nelle prime quattro rassegne più di 150 eventi in 20 sedi diverse, 80 partner e 140 ospiti, la maggior parte dei quali venuti dal nord Europa. Anche nel 2020, I Boreali si terrà nella prestigiosa sede del Teatro Franco Parenti di Milano dal 27 febbraio al 1° marzo: quattro giornate con scrittori, intellettuali, artisti, registi, musicisti, librai, professori, laboratori, letture, spettacoli, proiezioni, concerti, corsi e molto altro… [dal sito ufficiale].


2020-02-27T21:45:00

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I boreali



Sindaco mantovano censura una raccolta di poesie

romano monicelli censura

L’uomo che vedete in questa foto si chiama Romano Monicelli, è oggi sindaco di Castellucchio (MN). Questa sera, il 22 giugno 2017, si sarebbe dovuta tenere in Sala civica la presentazione della raccolta di poesie Bouquet di Flavio Cecchin, cittadino di Castellucchio.

L’evento non si terrà poiché a poche ore dalla presentazione il Sindaco ha ritenuto di vietare la pubblica lettura delle poesie dell’Autore.

Spiace che la poesia venga censurata,
chissà per quale motivo.

Immaginiamo che la natura di questo atto di scarsa sensibilità sia dovuto a questioni di natura morale… sanno tutti che il sindaco Monicelli è persona coerente e rispettosa dei cittadini: lo ha dimostrato sia in questo frangente sia quando dichiarò prima di essere eletto che si sarebbe dimesso dalla presidenza della Fondazione Villa Carpaneda. Dal sito della Fondazione pare che Monicelli ricopra ancora il proprio ruolo (proprio nella pagina operazione trasparenza 🙂 !!).

Davvero le poesie di Flavio sono da vietare? Giudicate voi stessi, ecco un’anteprima della raccolta.

Tutte le risposte su Peter Pan !!!

Ecco tutte le curiosità
che avreste sempre voluto sapere
su Peter Pan

(risposte in continuo aggiornamento)

Dove si trova Peter Pan? Dove vive Peter Pan?

Se stai cercando l’omonima discoteca, direi a Riccione!! 🙂  Il Peter Pan del romanzo di Barrie si trova normalmente ai giardini di Kensington, successivamente invece presso l’Isola che non c’è. Ogni tanto si concede qualche incursione sui cieli di Londra…

Dove Peter Pan incontra Wendy?

In Peter Pan e Wendy (1911) Peter perde la propria ombra a casa di Wendy Darling, entra di nascosto nella stanza dove dormono i figli della famigla Darling per recuperarla e così sveglia Wendy. In Peter Pan nei giardini di Kensington (1906) Peter incontra nei giardini dopo l’orario di chiusura al pubblico la piccola Maimie Mannering, che in qualche modo è il predecessore letterario di Wendy.

dove posso vedere peter pan? dove posso vedere peter pan in streaming?

Dunque puoi vedere Peter Pan al teatro, al cinema o in tv:

Teatro: il pubblico conobbe per la prima volta Peter Pan proprio a teatro, dove ottenne un grandissimo successo. Tuttavia non mi risulta che al momento vi siano rappresentazioni dell’opera. Ma in teatro potrai trovare la versione musical! Ecco le date.

Cinema: sono state numerose le trasposizioni cinematografiche, la prima è un film muto del 1924. Puoi trovare copie a noleggio di ciascuna di queste versioni presso una biblioteca multimediale, o probabilmente anche sul web.

Tv: segnalo due cartoni animati per la tv:

non ho trovato molte altre informazioni a riguardo… però esiste una puntata dedicata a Peter Pan nella seconda stagione della serie tv americana Once Upon A Time.

Chi interpreta Peter Pan in C’era una volta? chi è peter pan once upon a time? chi è peter pan c’era una volta?

Nella serie televisiva americana C’era una volta (Once Upon A Time) il personaggio di Peter Pan è interpretato dal giovane Robert Andrew Kay, detto “Robbie”. Ad oggi è il suo ultimo lavoro televisivo, il prossimo sarà una parte nel film per il cinema I pirati dei Caraibi. La vendetta di Salazar. Qui maggiori informazioni sull’attore.

dove posso vedere peter pan 2003

Se ti interessa così tanto la versione del 2003 puoi trovare informazioni qui e vederla in streaming qui.

Qual’è il significato di Peter Pan?

La risposta a questa domanda non è affatto semplice. Per la maggior parte dei lettori la storia di Peter Pan narra la difficoltà esistenziale del non volere abbandonare l’età della fanciullezza (da qui la Sindrome di Peter Pan). Soprattutto in Peter Pan nei giardini di Kensington appare però un tema distinto e di non minore importanza: la morte è complementare al desiderio di non voler crescere, è ovunque e si manifesta in diversi modi. E ci si chiede se ogni giorno ognuno di noi in fondo non avverta la mancanza del bambino che è in sé e se non veda la morte come unica risposta sensata a questa mancanza; e la vita come una tensione fra l’uno e l’altra. Per una più completa bibliografia rimando alla pagina di Wikipedia, in continuo aggiornamento.

chi è peter pan in realtà? chi è peter pan?

Mah… Sicuramente in realtà Peter Pan è un personaggio letterario, quindi una domanda più precisa potrebbe essere cosa rappresenta. Per rispondere a questo quesito rimando alla risposta qui sopra. Nella fantasia di Barrie Peter Pan è all’inizio un bimbetto di sette giorni di vita che, non riuscendo più a tornare a casa da sua madre, resta a vivere nei giardini di Kensington, dove è nato sottoforma di corvo (come tutti noi, del resto) per poi trasformarsi in un piccolo umano destinato a non crescere mai. Né più né meno, del resto, come se fosse un bimbo morto.

Quale strumento suona Peter Pan?

Peter Pan suona il flauto di Pan, dal quale prende il soprannome… Pan non è il cognome!!  🙂

chi ha incastrato peter pan nascondino? chi ha incastrato peter pan puntate?

Ma davvero cercate queste cose? Vabbé… in ogni caso Chi ha incastrato Peter Pan era un programma tv condotto da Paolo Bonolis tra il 1999-2010. Celebre è il video sul nascondino, dove il bimbo cerca in tutti i modi un nascondiglio che non c’è. Se siete curiosi, lo trovate qui. Se proprio volete vedere le altre puntate, cliccate pure questo link.

chi incastrato peter pan valeria scarpa? chi incastrato peter pan quanto sei alta?

Allo stesso modo della risposta qui sopra… Per chi è moooolto appassionato della trasmissione tv di canale cinque Chi ha incastrato Peter Pan è disponibile il famoso video della bimba Valeria Scarpa, a questo link.

chi ama peter pan?

Direi tutti quanti… è una storia inizialmente scritta soprattutto per un pubblico adulto; proprio per questo nell’originale Peter Pan nei giardini di Kensington il tema della morte è assai presente, assieme a quello dell’angoscia per la perdita della fanciullezza. La versione della Disney del 1953, forse quella più nota, ha reso al pubblico un Peter Pan assai più spensierato. Dunque, di qualsiasi età siate, c’è sicuramente un Peter Pan che fa per voi!!

Chi canta peter pan? chi canta peter pan rai yoyo?

Se ti riferisci al musical, l’interprete di Peter Pan è Giorgio Camaldona. La sigla del cartone animato per la tv di Peter Pan (1989) è ovviamente di… Cristina D’avena. La sigla del cartone animato del 2012 è invece cantata da Pierdavide Carone.


“È tutta vita” di Fabio Volo. Una vita senza sugo?

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Se dovessi pubblicare un libro perché costretto dal mio editore e non sapessi cosa scrivere probabilmente realizzerei un sacco di frasi vuote, senza sugo direbbe Manzoni, e il mio vortice di pensieri sarebbe così sconclusionato che il mio periodare sarebbe breve, quasi sincopato. Se inoltre non avessi a cuore il côté letterario della mia opera non perderei tempo ad arricchire il lessico del romanzo e proporrei una storia banale, così da non dovermi esporre pericolosamente a improvvisi sbalzi di trama o personaggi imprevedibili. Ecco, probabilmente farei come Fabio Volo nelle prime pagine del libro È tutta vita (Mondadori 2015, 19,00 euro).

Quel che ci si attende da Volo non è il romanzo perfetto del nuovo secolo, tuttavia dalla casa editrice forse pretenderemmo una lettura più attenta. Le poche pagine (quelle disponibili in anteprima) che ho potuto leggere lasciano qualche perplessità, faccio qualche esempio.

Un figlio non è un collante, ma un detonatore che può scaraventare lontani.

Forse Volo avrebbe voluto scrivere bomba o esplosivo, poiché il detonatore normalmente ha una carica esplosiva minima che serve appunto a innescare la bomba e che di per sé non scaraventa da nessuna parte.

[…] in silenzio per almeno mezzora. […] Dài cazzo.

Mezzora” e “dài” non esistono come termini in lingua italiana, perlomeno non scritti così.

Siamo andati a Trastevere, in un posto dove fanno pizza al trancio col forno a legna, l’abbiamo mangiata sulle scale di una chiesa.

Immagino l’autore volesse dire scalinata, ma non è affatto un errore.

Non si tratta di errori a mio parere, piuttosto di imprecisioni. Capita quando hai fretta. Quello che suggeriscono i termini utilizzati forse traspare assai meglio nello stile di scrittura, che quando si profonde nella trama del romanzo si concretizza così:

Se qualcuno mi avesse chiesto da dove arrivasse la mia sicurezza, perché proprio lei, non avrei saputo cosa dire. Non ne conoscevo il motivo, non lo sapevo, forse non l’avevo mai saputo.

Sembrava la risposta a una domanda che portavo dentro e non conoscevo.

Sentivo che con lei avrei rischiato, senza sapere esattamente cosa.

Sembra quasi che l’autore non sappia bene di cosa sta parlando o quali arcane forze muovono i sentimenti del proprio personaggio. Non stupirà apprendere che un protagonista tanto abulico presto conoscerà una profonda crisi, forse alcune domande avrebbe fatto meglio a porsele in anticipo…

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In effetti la lettura delle prime pagine del romanzo consegna l’idea di una trama un po’ banale, ma non in quanto ordinaria e di comune esperienza (con tali ingredienti può nascere un bellissimo libro, per esempio l’illustrissimo di Cantoni) ma in quanto stereotipata e prigioniera dei suoi stessi luoghi comuni. Dello stesso avviso, chi più chi meno,  Roberto Russo, Antonella Rossi, Massimiliano Parente e il bravo Davide Mazzocco. Una breve indagine statistica descrive l’ambiente del protagonista: concerto (7 volte); macchina (7); lavoro (6); hotel (6); casa (6); weekend (inteso come pausa dal lavoro, 6); bar (5) etc. I protagonisti si scambiano messaggini, vanno alla spa, mangiano sushi e fanno quello che in definitiva ci aspetta da loro (o ci si attende da un consumatore nel libero mercato).

In alcuni momenti la tensione si alza, ma accade all’improvviso e soprattutto l’evento è liquidato in breve tempo. La moglie è scoperta dal marito a letto con l’amante: il marito che fa? Chiede «Perché?» e se ne va senza attendere risposta. Il protagonista vede al bar la ragazza che diventerà presto sua moglie: come fa a conoscerla? Non ne ha bisogno, è lei che si siede al suo stesso tavolo e inizia a parlare con incredibile complicità al nostro fortunato soggetto. Lui raggiunge lei a sorpresa sui binari del treno prima che lei parta, lei si volta, lui la bacia all’improvviso, lei decide di perdere il treno, lasciar sola l’amica nel viaggio verso casa e restare a Roma con lui. Ecco… mi chiedo se non sia tutto un po’ troppo facile.

Detto questo, vorrei proporre una mia riflessione personale. Il romanzo parla di una coppia in crisi dopo la nascita di un figlio e della tensione erotica fra i due amanti, che il protagonista descrive così:

Come se stando insieme ci fossimo divorati a vicenda.

Cover

Ecco, l’idea di un rapporto consumato dall’interno come una specie di tau autofago mi pone questa domanda: se divoro e vengo divorato, in definitiva, dovrei rimanere lo stesso. Gli amanti di questo romanzo invece paiono divorarsi l’un l’altro senza mai nutrirsi, e credo questo capiti in una vita senza sugo.

Propongo invece al lettore una lettura diversa sullo stesso tema delle conseguenze in una famiglia della nascita di un figlio, ovvero quanto sia piuttosto il figlio a divorare la vita della madre (dalla poppata all’università e oltre, diciamo), qui nel libro I Divoratori di Annie Vivanti.