L’anarchia

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Errico Malatesta

L’anarchia

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Cambiate l’opinione, convincete il pubblico che il governo non solo non è necessario, ma è estremamente dannoso, ed allora la parola anarchia, appunto perché significa assenza di governo, vorrà dire per tutti: ordine naturale, armonia dei bisogni e degl’interessi di tutti, libertà completa nella completa solidarietà.

L’anarchia. Errico Malatesta (1853–1932), anarchico, internazionalista e antimilitarista, fu tra i più importanti teorici europei dell’anarchismo, assieme — fra gli altri — a Bakunin, Kropotkin e Proudhon. Fu chiamato il “Lenin d’Italia”, anche se egli rigettò sempre ogni leaderismo, per la propria capacità di tessere reti internazionali di lotta politica e per il grande impegno profuso nella realizzazione di una Rivoluzione anarchica. Visse in molte città del mondo, morì in sordina nell’isolamento culturale imposto dall’oppressione del Regime fascista e dall’oblio politico del Partito comunista. Spese i propri giorni realizzando una Rivoluzione senza capi.

Questa edizione digitale inoltre include Note e Capitoli interattivi, Notizie recenti sull’autore e sul libro e un link per connettersi alla comunità di Goodreads e condividere domande e opinioni.


[Biografia di Errico Malatesta]


L'anarchia di Errico Malatesta

L’anarchia di Errico Malatesta

Anarchia è parola che viene dal greco, e significa propriamente senza governo: stato di un popolo che si regge senza autorità costituite, senza governo.

Prima che tale organamento incominciasse ad essere considerato come possibile e desiderabile da tutta una categoria di pensatori, e fosse preso a scopo da un partito, che è ormai diventato uno dei più importanti fattori delle moderne lotte sociali, la parola anarchia era presa universalmente nel senso di disordine, confusione; ed è ancor oggi adoperata in tal senso dalle masse ignare e dagli avversari interessati a svisare la verità.

Noi non entreremo in disquisizioni filologiche, poiché la questione non è filologica, ma storica. Il senso volgare della parola non misconosce il suo significato vero ed etimologico; ma è un derivato di quel senso, dovuto al pregiudizio che il governo fosse organo necessario della vita sociale, e che per conseguenza una società senza governo dovesse essere in preda al disordine, ed oscillare tra la prepotenza sfrenata degli uni e la vendetta cieca degli altri.


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