Peter Pan nei giardini di Kensington

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James Matthew Barrie

Peter Pan nei giardini di Kensington

Con le illustrazioni originali di Arthur Rackham

Edizione cartacea
Edizione digitale


Peter Pan nei giardini di Kensington. Si resta meravigliati a leggere questo grande classico di J.M. Barrie, certamente una delle fiabe più belle di sempre.
Come in Alice attraverso lo specchio di Carroll si suggerisce il tema della morte come fatto essenziale e connaturato al desiderio di non voler crescere. Il tempo appare con frequenti incursioni per avvertire che non c’è più tempo, e che la meraviglia di cui siamo testimoni presto svanirà.

Il Peter Pan che conoscerete ha solo sette giorni, ha perso per sempre l’opportunità di tornare da sua madre ed è destinato a non crescere relegato nell’infernale limbo dei giardini di Kensington.

Le intense illustrazioni di Arthur Rackham, presenti nella prima edizione inglese e qui ripubblicate a colori e in alta definizione, definiscono con precisione la cifra inquieta e macabra dell’Autore.

L’edizione digitale interattiva include: note e capitoli interattivi; notizie sull’Autore; notizie sul libro; una interessantissima tag cloud del libro e un link per connettersi alla comunità Goodreads, chiedere informazioni e condividere commenti e opinioni.


[Breve nota biografica su J.M. Barrie]


J.M. Barrie
 "Peter Pan 
nei giardini di Kensington"

Peter Pan nei giardini di Kensington di J. Matthew Barrie

Nota alla presente edizione

Si resta meravigliati a leggere questo grande classico di James Matthew Barrie, certamente una delle fiabe più belle di sempre. Peter Pan nei giardini di Kensington è un estratto, edito nel 1906, del più voluminoso romanzo L’uccellino bianco (1902), al quale era seguito subito il più noto Peter Pan e Wendy (1904). Sebbene quest’ultima sia probabilmente l’opera più nota di Barrie, abbiamo ritenuto che Peter Pan nei giardini di Kensigton fosse la più interessante.
Come in Alice attraverso lo specchio (1871) di Lewis Carroll si suggerisce il tema della morte come fatto essenziale e connaturato al desiderio di non voler crescere. Il tempo appare con frequenti incursioni per avvertire che non c’è più tempo, e che la meraviglia di cui siamo testimoni presto svanirà. Dunque forse ha ragione lo scrittore contemporaneo Philip Pullman nel sostenere che: «Ci sono alcuni temi, alcuni soggetti, troppo grandi per la narrativa per adulti» e può darsi che l’inquietudine esistenziale di Barrie sia stata scambiata erroneamente per un gioco, forse nelle rappresentazioni più edulcorate di Peter Pan.
All’età di sei anni Barrie pianse la morte in un incidente del fratello maggiore David e per confortare la madre distrutta dalla tragedia prese a vestire come il fratello e ad atteggiarsi come lui, sopprimendo in qualche modo la sua stessa identità di fanciullo. Al contempo fu oggetto di forti pressioni da parte della famiglia perché assumesse già da giovanissimo un atteggiamento adulto e responsabile (la sua stessa madre si era dovuta prendere carico della propria famiglia già all’età di otto anni!).
Non sappiamo se già in tenera età un parte dell’Autore prese irrimediabilmente parte alla cricca dei bimbi sperduti che popolano l’Isola che non c’è; abbiamo però capito che i fanciulli che si perdono di notte nei giardini di Kensington – se non sono tratti in salvo da Peter Pan – dovranno inevitabilmente morire e che prima Kensington e poi l’Isola rappresentano un’Aldilà di cui il nostro Peter è il demone psicopompo che detiene le chiavi d’accesso. Per stessa ammissione di Barrie Peter Pan custodisce un’anima profondamente demoniaca: è una caratteristica propria ad ogni personaggio fantastico descritto in questo romanzo.
Le intense illustrazioni di Arthur Rackham, presenti nella prima edizione inglese dell’opera e qui ripubblicate a colori e in alta definizione, definiscono con precisione la cifra inquieta e macabra dell’Autore. In questa edizione si pubblica inoltre la traduzione in italiano del 1934 di Federico Ageno pubblicata a Firenze dall’editore Bemporad e rivista oggi in poche parti per una maggiore attualizzazione, pur senza togliere all’opera l’allure del secolo scorso.
Il Peter Pan che conoscerete nelle pagine seguenti ha solo sette giorni, ha perso per sempre l’opportunità di tornare da sua madre ed è destinato a non crescere relegato nell’infernale limbo dei giardini di Kensington. Questa pubblicazione viene data oggi alle stampe nel dicembre 2016, un anno in cui episodi cupi e di grande violenza non sono mancati, con il proposito di sottolineare il fastidioso stridore fra i bimbi che non desiderano più crescere e quelli che invece, come ad Aleppo, lottano per la sopravvivenza. Il 2017 non sarà un anno di pace nel mondo e tantomeno ci sarà sollievo per il nostro Paese, sempre più povero e rarefatto culturalmente. Non resta che armarci, come Peter, di buona volontà e di fare il possibile per aiutare il prossimo; nella consapevolezza che solo un’idea di giustizia sociale, e non di ordine, può portare in dote una nuova speranza. Nasciamo tutti quanti nei giardini di Kensington , non esistono differenze nazionali né confini, se non quelli dell’immaginazione.

Fabio Di Benedetto

Peter Pan nei giardini di Kensington


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